La Z Machine

10 09 2008

 

Z Machine

Z Machine

 

 

 

 

 

 

 

Scienziati americani con la ‘Z-Machine’ ottengono 2 miliardi di gradi centigradi.
Ma non sanno ancora cosa l’abbia prodotto…

L’energia delle stelle in laboratorio… quella macchina scalda più del sole!

ROMA - Due miliardi di gradi centigradi. Un gas con una temperatura superiore, e di molto, a quella esterna del sole è stata ottenuta per caso in laboratorio. Un risultato che sembra avvicinare quella che per molti scienziati è diventata la ricerca del sacro Graal: la fusione nucleare controllata, ovvero il motore stesso delle stelle, uno dei metodi più sicuri e puliti per produrre energia. 

A centrare questo obiettivo, che laboratori di mezzo mondo inseguono da 50 anni, sono stati alcuni ricercatori del Sandia National Laboratories di Albuquerque (New Mexico), società statunitense collegata al Dipartimento dell’energia Usa, che fra l’altro, studia la non proliferazione delle armi di distruzione di massa e si occupa di sicurezza nazionale. 

Il team che fa capo a Chris Deeney lavora alla ‘Z-Machine’. Questa macchina, con un nome degno di un film di fantascienza anni’ 50, è un generatore di raggi X costruito per testare materiali sintetici in condizioni termiche estreme. “Inizialmente non credevamo a quello che stava accadendo – ha spiegato – abbiamo ripetuto l’esperimento molte volte per essere sicuri di avere un risultato vero e non un ‘Ooops’!” 

I risultati, registrati dagli spettrometri e confermati dai computer collegati al laboratorio di ricerca navale, hanno creato parecchio sconcerto tra i ricercatori, giustificato dal fatto che le temperature più elevate riproducibili artificialmente per mezzo di esplosioni termonucleari raggiungono ’solo’ 50-60 milioni di gradi centigradi. 

Cosa è accaduto nell’esperimento ancora non lo si capisce esattamente e soprattutto non si capisce da dove sia venuta tutta l’energia prodotta dalla macchina, una energia molto maggiore rispetto a quella immessa per il suo funzionamento. E normalmente nelle reazioni non nucleari, le energie ‘in uscita’, sono inferiori rispetto a quelle immesse. 
La Z-Machine funziona grazie a un principio simile alle normali lampadine casalinghe: un flusso di corrente elettrica di 20 milioni di ampere passa attraverso una piccola bobina di fili di tungsteno sottili come capelli. I fili si dissolvono immediatamente in una nube di particelle, un gas ad elevata temperatura. L’unica ipotesi finora avanzata è che a causare l’enorme surriscaldamento possa essere stata la sostituzione dei fili al tungsteno con altri di acciaio di spessore maggiore. 

Ma al di là dei dettagli tecnici, se le cause del fenomeno saranno comprese fino in fondo, potrebbe essere un importante passo avanti, forse decisivo, verso la cosiddetta “ignition”, il limite oltre il quale il processo di fusione nucleare si autosostiene e non ha più bisogno di ricevere energia dall’esterno. A quel punto un generatore come la Z-Machine potrebbe essere impiegato per mettere a punto impianti di fusione nucleare in versione “compatta” che fornirebbero tanta energia, pulita e a basso costo. Sarebbe l’inizio di una nuova era.

 

Fonte: La Repubblica





Riccione Massss

7 07 2008





Gta IV… Easter EGG

4 05 2008

from TheAppleLounge

GTA IV, l’ultimo capitolo della saga videoludica creata da quei geniacci della Rockstar Games, è uscito appena due giorni fa. Oggi arrivano già i primi screenshot di uno dei numerosi dettagli nascosti nel gioco, ininfluenti al fine della storyline ma straordinariamente curati, per la gioia di tutti gli amanti della serie GTA. Sullo schermo di un computer di uno degli internet cafè sparsi nel gioco, l’utente Flickr Dunutmaz ha scoperto la pagina pubblicitaria della Fruit, lampante parodia di Apple e dei suoi prodotti.

Sulla pagina si può leggere lo slogan della Fruit: Think Simple, Think Minimalism, Think Overpriced. Poco sotto ad ulteriore monito: “PENSA Fruit. Pensa. Non stai pensando abbastanza forte, forse sei un onanista“. L’ultimo termine andrebbe tradotto un po’ più volgarmente, a dire il vero. Sulla scrivania, accanto ad un parodistico cinema display, trova spazio una specie di computer tondeggiante e bianco, che ricorda una via di mezzo fra un iMac G4 e l’”i”.

La parodia non risparmia nemmeno l’iPhone, rinominato iFruit Phone. Il telefono, che ricorda una banana più che un cellulare, è davvero innovativo: “nessun tasto, nessuna ricezione, nessuna memoria interna ma tanto Ego“. Una presa in giro in puro stile GTA che non può che far piacere a tutti i fan di Apple, soprattutto a quelli che avranno la fortuna di scoprirla giocando alla versione PC (quando e se uscirà) sulnuovo iMac da 3,06GHZ.





Are U a MAC guy?

4 05 2008
Un’azienda che si occupa di pubblicità online per brand dalla forte immagine (come Nike, Apple, Coca-Cola), Mindset Media, ha rilasciato un profilo di noi utenti Mac.
Lo studio, basato su un’indagine condotta in un campione di 7500 intervistati, ha rivelato che

 

le persone che sono molto aperte o, nel gergo di Mindset Media, “Openness 5’s“, hanno il 60 per cento in più di probabilità delle persone nella media di avere acquistato un Mac. Questi acquirenti sono anche più liberali, meno modesti e più certi della propria superiorità rispetto alla popolazione in generale.

 

Sembra un po’ la scoperta dell’acqua calda.
E’ vero che nell’ultimo anno ci sono stati tantissimi switch che hanno avvicinato al mondo Apple stuole di ex utenti Windows che inevitabilmente si approcciano al sistema operativo come quando erano dal “lato oscuro” dell’informatica, ma è risaputo che l’utente Mac classico è smartcreativo, capace di sbrigarsela, viaggiatore ed artista. Pensate al “ragazzo” Mac contrapposto “all’uomo” Pc degli spot Apple, e la differenza si fa chiarissima.

 

Ma cos’è “l’Openness 5’s” a cui fa riferimento Mindset Media?

 

Mindset Media definisce “Openness 5’s” le persone che cercano nuove, varie e ricche esperienze, credendo che la fantasia e la curiosità intellettuale contribuiscano a una vita ben vissuta.

 

Queste ultime parole ricordano un po’ il concetto espresso da Steve Jobs stesso neldiscorso tenuto il 12 giugno 2005 nell’università di Standford, dove lui stesso aveva cominciato la sua carriera studentesca (poi abbandonata in favore di una, possiamo dirlo ora, sfavillante carriera imprenditoriale): “Stay Hungry. Stay Foolish.” Siate affamati, curiosi (di conoscenza), siate folli. E ben sappiamo il concetto Think Different di follia.




Download a manetta…

26 04 2008

Mamma mia quanto và forte a scaricare!!! Mi devo mettere il casco altrimenti mi faccio male…





iPod…QuestioneDiParticolari

16 11 2007

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Joe…QuestioneDiParticolari

15 11 2007

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Mik…QuestioneDiParticolari

15 11 2007

E’ tutta una questione di particolari… la vita và assaporata, scrutata e studiata… fin nei minimi particolari…

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